Fino da tempi molto remoti, probabilmente gia' in epoca romana, il castagno ha svolto un ruolo fondamentale nella vita della popolazione del territorio capresano, non solo come consistente fonte alimentare, ma anche come materiale per costruzione di attrezzi, mobili, travature di sostegno, vasi vinari. Precisi riferimenti alla castanicoltura si trovano gia' in documenti di archivio dell'undicesimo secolo. La varieta' nettamente prevalente e' il "Marrone", i cui frutti sono caratterizzati da colore avana piu' o meno intenso, con striature marroni, talora leggermente rilevate in prossimita' dell'ilo. I frutti, da uno a tre per riccio, sono di forma tendenzialmente ellittica - arrotondata o quadrangolare nel frutto centrale, e con ventre piatto e dorso convesso, quelli laterali. La gestione del suolo e' sostanzialmente basata sulla eliminazione della vegetazione spontanea erbacea e di quella arbustiva, con lo scopo principale di predisporre la superficie del suolo alla raccolta dei frutti. La raccolta e' eseguita per raccattatura da terra sia delle castagne, sia dei ricci chiusi o parzialmente aperti, che vengono riuniti in mucchi ("pegliai") i quali, terminata la cascola naturale, sono "battuti" mediante un grosso rastrello di legno ("rigio") che serve anche a separare le castagne dai ricci ("peglie"). I frutti raccolti sono sottoposti ad una accurata cernita (localmente si dice "cappare" le castagne ), per eliminare i frutti lesionati da insetti, screpolati o internamente piu' o meno vuoti (" gonghi" e " grifati"), suddividendo le castagne in due categorie di pezzatura, la piu' grossa destinata al commercio per il consumo fresco e la piu' piccola in genere per l'essiccazione. I frutti destinati al consumo familiare del produttore vengono, di solito, sottoposti a "curatura", mediante immersione per 8-10 giorni in acqua, che viene ricambiata 2-3 volte. Tale trattamento consente di conservare le castagne per alcuni mesi. Il marrone di Caprese Michelangelo ha pezzatura medio-grande (70-85 frutti/Kg), ed e' caratterizzato da una particolare profumazione e da un sapore molto dolce. Date le sue caratterisitche organolettiche, e' ottimo arrostito, glassato, pelato e bollito.
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