Categoria:
Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria;
1. Denominazione del Prodotto:
Schiacciata di Nonna Rina
2. Sinonimi:
3. Descrizione sintetica del prodotto:
E' un dolce tipicamente toscano, livornese di nascita con la forma che varia in quanto le pezzature partono da 600 gr ad oltre 1,4 kg. Questo perche' i vari tegami di cottura concludono il prodotto in varie fogge.Trattasi di una pasta lievitata con base di farina di grano tenero tipo 00 che al momento della uscita dal forno si presenta con base circolare di diametro piu' o meno di diciotto centimetri su cui appoggia il corpo della schiacciata alta circa dodici. Si ottiene un prodotto di aspetto fungiforme, soffice, il cui colore nella parte superiore assume una tonalita' marrone scura e lucida, conseguenza del processo produttivo, cui e' stata sottoposta la pasta. L'interno e' spugnoso di colore giallo solare con presena di semi di anice sparsi. Il prodotto, a seconda che sia stato utilizzato lievito di birra, emana un profumo leggermentepungente, piu' secco, che combina in maniera singolare anice e rosolio di menta; nel caso di impiego di lievito naturale invece il gusto risulta piu' delicato e meno volatile, tale da apparire quasi piu' umido. Al palato la schiacciata di Nonna Rina si offre di sapore dolce equilibrato e mantiene il gusto originale che esalta i sapori e profumi dei componenti primari. Il prodotto viene insacchettato in buste di cellophane.
4. Territorio interessato alla produzione:
Comune di San Miniato (Pisa)Provincia: Pisa
5. Produzione in atto:
▢ scomparso ▢ a rischio ▢ attivo
6. Descrizione dei processi di lavorazione:
7. Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
8. Osservazioni sulla tradizionalit?, la omogeneit? della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
Ricerche effettuate riportano l'origine della schiacciata alla fine dell'Ottocento, con utilizzo iniziale di pasta residua della panificazione, successivamente "affinata" con l'impiego di farine sempre piu' pregiate. Il forno a legna utilizzato costituiva l'elemento finale che contribuiva alla originalita' artigianale del prodotto, le cui componenti resistettero alle variazioni ambientali e sempre incontrando i gusti delle varie generazioni. Il luogo di produzione attuale ha mantenuto le caratteristiche del Vecchio Forno e la produzione avviene con metodi completamente artigianali. In conclusione trattasi di dolce tipicamente toscano o meglio riferito a quella parte della toscana (San Miniato e dintorni) che mantiene vive tradizioni e gusti anche se alcuni intravedono collegamenti non del tutto appropriati con un analogo dolce livornese che si collegava principalmente alle feste della Quaresima. L'obbligo del digiuno implicava l'astinenza anche dalle uova ... le quali aumentavano in dispensa. Rotto il digiuno le uova dovevano essere consumate e parve cosa migliore utilizzarle nella produzione di un dolce al forno che utilizzava ampiamente le riserve costituitesi e che fu chiamato schiacciata.
9. Produzione:
La quantita' effettivamente prodotta nell'ultimo anno ha sfiorato i 15 quintali. La vendita avviene esclusivamente in zona.L'80% comprende la vendita diretta a privati in azienda, il 15% della produzione viene venduta a negozi locali e il restante 5% ai ristoratori. L'evento della zona di San Miniato in cui e' possibile degustare questo dolce e' la Mostra Mercato del tartufo bianco di San Miniato che si tiene negli ultimi tre fine settimana di Novembre.
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