|
Categoria:
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati;
1. Denominazione del Prodotto:
Pastinocello
2. Sinonimi:
Pastinello, Pastinaccino, Gallinaccio
3. Descrizione sintetica del prodotto:
Il pastinocello e' una carota spontanea (Daucus carotae maior) che si trova - da febbraio a marzo - nei prati, lungo gli argini dei fiumi, a partire dal livello del mare fino a notevole altitudine. Puo' essere anche coltivata: in tal caso se ne utilizza il fittone. Della pianta spontanea si consumano il fusto e le foglie; della pianta coltivata la radice. Le foglie sono verdi e lucide, il fusto e' striato e ramoso, lungo da 30 cm fino a 2 m, con fiori bianchi. Le foglie, tenere e saporite, dette "erbuccio", sono consumate fresche come insalata o bollite. La carota ha invece un sapore dolciastro che ricorda, cosi' come il suo colore giallo-marroncino, quello delle nocciole.
4. Territorio interessato alla produzione:
Stazzema (Alta Versilia), Garfagnana, provincia di Lucca.
5. Produzione in atto:
▢ scomparso ▢ a rischio ▢ attivo
6. Descrizione dei processi di lavorazione:
Pianta spontanea:s Raccolta, con coltello, delle foglie basali dette "erbuccio" e/o del fittone, nei mesi da febbraio a maggios LavaggioPianta coltivata:s Seme autoprodottos Semina nel periodo pasquale in terreno ghiaioso per favorire il drenaggios Solco profondo affinche' il fittone non si ramifichis Raccolta manuale in ottobre
7. Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
s Pianta spontanea o seme autoprodottos Terreno ghiaioso
8. Osservazioni sulla tradizionalit?, la omogeneit? della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
Il prodotto deve la sua tradizionalita' e qualita' sia alla particolarita' della cultivar che ben si adatta alle condizioni pedoclimatiche della zona, sia alla tecnica di coltivazione, rimasta invariata nel tempo. Fino alla seconda guerra mondiale veniva coltivato in mezzo al grano, si tagliavano le foglie durante la mietitura e la radice si raccoglieva in un secondo momento. In questo modo la carota si rinforzava e prendeva piu' sapore. Il pastinocello ha avuto un'importanza notevole nell'economia di Sant'Anna di Stazzema, dal momento che se ne faceva ampio uso nelle cene organizzate per festeggiare gli scambi di manodopera fra contadini; in tempo di guerra poi veniva utilizzato in cambio dell'olio di oliva con gli abitanti di Capezzano Monte. La carota si puo' utilizzare fritta, come ingrediente di frittate e anche cruda; l'erbuccio puo' essere consumato in insalata o bollito (l'acqua della bollitura e' curativa per i disturbi renali); le foglie, una volta, erano utilizzate come foraggio.
9. Produzione:
La coltivazione del pastinocello e' a rischio: la pianta spontanea e' ancora reperibile ma la carota non e' utilizzabile. Dal dopoguerra la sua coltivazione e' in pratica caduta in disuso; solo nel 1997 un appassionato di prodotti tipici, rinvenendone qualche seme, ha ricominciato a coltivarlo. Oggi ci sono solo quattro persone impegnate nella coltivazione, tre a Sant'Anna e una a Palagnana che lo coltivano a livello amatoriale producendone 3-4 quintali all'anno. Il prodotto viene destinato all'autoconsumo o al regalo a conoscenti.E' stato pubblicato sul "Venerdi' di Repubblica" del 30 marzo 2000 un articolo sul pastinocello intitolato "La carota alla nocciola che cresce sulle Alpi Apuane".
|